Discussione generale
Data: 
Venerdì, 20 Febbraio, 2026
Nome: 
Andrea Casu

A.C. 2212-A

 

Grazie, Presidente. Onorevoli colleghe e onorevoli colleghi, oggi in quest'Aula arriva un provvedimento che, sebbene in Commissione sia stato ritenuto cruciale trasversalmente, è stato stoppato dal Governo inspiegabilmente e irragionevolmente. Forse, questo spiega anche il silenzio in apertura dei nostri lavori, con la consegna della relazione del relatore Russo e da parte del rappresentante del Governo.

Questa proposta di legge, a prima firma della Vicepresidente Anna Ascani e sottoscritta dalla presidente del gruppo, Braga, e da tante deputate e deputati del Partito Democratico, pone un problema che esiste nel nostro Paese e a livello internazionale. Delinea delle modalità di intervento chiare per poter risolverlo. Parlo del rischio dell'inquinamento delle campagne elettorali e referendarie attraverso un uso distorto e non riconoscibile degli strumenti di intelligenza artificiale.

Non si tratta di scenari apocalittici. Le cronache degli ultimi anni dimostrano che il pericolo di condizionamento e manipolazione del voto delle cittadine e dei cittadini è concreto. Quello che è successo in Romania è un fatto, non una previsione o una paura. A dicembre 2024, la Corte costituzionale rumena è arrivata ad annullare il primo turno delle elezioni presidenziali per l'alto grado di manipolazione dell'informazione, diffusa da una piattaforma social che sarebbe arrivata ad alterare la libera espressione del suffragio dei cittadini. Parliamo di oltre un anno fa. Nel frattempo, la tecnologia si è fatta via via più raffinata e molti faticano a riconoscere video realizzati con l'intelligenza artificiale, al punto tale che anche colleghi che siedono in questi banchi sono rimasti vittime di deepfake. E comprendiamo tutti che la questione è di portata gigantesca.

Se consideriamo che 44 milioni di italiani sono attivi sui social (il 75 per cento della popolazione) e che un italiano su due, secondo Agcom, si informa prevalentemente su internet, la domanda che dobbiamo porci è: che informazione passa sui social network? È certificata? È verificata? A quali regole risponde? Come è possibile comprendere se un video che viene ricondiviso sulle piattaforme sia autentico o realizzato con strumenti di intelligenza artificiale? Se sia falso, creato ad hoc per disorientare e confondere l'opinione pubblica? Se è vero che abbiamo norme che regolamentano i giornali e le tv, non possiamo dire lo stesso per questi nuovi strumenti. È urgente porre rimedio e intervenire per tutelare la nostra democrazia. Se il voto non è libero e consapevole, vengono minate le basi della nostra vita democratica. Abbiamo il dovere di intervenire per contrastare questi rischi, salvaguardare i diritti dei cittadini e far sì che lo svolgimento democratico della vita istituzionale e politica del Paese non sia compromesso.

Questa proposta di legge mette in campo misure strategiche. Modifica la disciplina della propaganda elettorale vigente per adeguarla ai nuovi mezzi di informazione e comunicazione, perché siano riconoscibili e sanzionabili contenuti ingannevoli e manipolati prodotti con l'intelligenza artificiale. È una legge necessaria perché nessuno si faccia illusione. Questa innovazione tecnologica non è neutrale. Non può e non deve quindi essere il far west. Dietro la libertà apparente, ci sono interessi specifici. Risalendo i fili, si scopre che il burattinaio non è progressista né conservatore, ma è un'impresa privata con interessi economici e sono quelli che prevalgono, più degli ideali e dell'orientamento politico. Siamo tutti esposti, nessuno può trarre vantaggio da questa situazione. E quindi per questo è doveroso non prendere tempo o nascondere la testa sotto la sabbia. Non possiamo mettere la nostra democrazia sotto padrone. Dobbiamo costruire le condizioni affinché attacchi diretti o influenze celate non ne corrodano le fondamenta, e dobbiamo farlo presto.

Le nuove tecnologie viaggiano a ritmi inarrestabili, tanto è vero che questa proposta di legge - per cui ringrazio nuovamente la collega Vice Presidente Ascani -, presentata a gennaio di un anno fa, è già datata, in parte superata, ma non per questo meno urgente. Lo abbiamo detto in Commissione e lo ripetiamo oggi: non ci tiriamo indietro. Stiamo già lavorando agli emendamenti in Aula per adeguarlo alle normative intervenute nel frattempo, e saremo aperti a collaborare per migliorare il testo e renderlo più efficace, anche alla luce dei cambiamenti avvenuti, se si creerà uno spazio. C'è la massima disponibilità perché c'è la piena consapevolezza di una questione essenziale dalla quale dipende il nostro futuro (di tutti noi, maggioranza e opposizione). Ma occorre andare avanti, e mi auguro che i ritardi ingiustificati registrati fino ad ora diventino un ricordo del passato, perché se dovesse arrivare un'incomprensibile chiusura anche a fronte di questa ennesima disponibilità, allora dovrete spiegare agli italiani qual è il problema, perché voi stessi non stiate difendendo la democrazia e i diritti dei cittadini. Non sarebbe facile e l'auspicio è che si trovi una convergenza per superare l'impasse e dotare il Paese di strumenti normativi che sono fondamentali per la sua esistenza.

In un'intervista su La Repubblica di ieri viene chiesto al professor Luciano Floridi perché ci occupiamo dell'intelligenza artificiale, pur sapendo che non è veramente intelligente. Il professore risponde: per lo stesso motivo per cui temiamo un vulcano. Non è intelligente, ma gli prestiamo la massima attenzione. Il vulcano, però, non lo costruiamo noi, l'intelligenza artificiale sì. Allo stato attuale, l'intelligenza artificiale è la tecnologia più potente che abbiamo, anche perché controlla tutte le altre. Può gestire le centrali nucleari, la rete elettrica e il monitoraggio ambientale. Un utilizzo sbagliato espone a rischi sistemici serissimi. È nostro compito sorvegliare il vulcano ed evitare che la situazione esploda e trascini con sé tutto. Siamo qui per questo.

Lavoriamo su questa proposta di legge allora, colleghe e colleghi, tutte e tutti insieme, con responsabilità e impegno.